Signor Presidente,
Popolo italiano,

mia mamma prende 600 euro all’anno in meno di pensione rispetto a 3 anni fa.

Le scrivo questa lettera perchè ho ancora un briciolo di speranza
che ci sia un italiano con sufficiente modestia e intelligenza
da ammettere che il potere e la ricchezza non garantiscono impegno e risultati.

So per certo che quello che dirò non è utopia.
Sono altrettanto sicuro che il vero cambiamento deve essere fatto dagli italiani,
sostenuti però da una guida che sappia distinguere molto bene realtà da finzione, e la cui cultura e istruzione gli permettano di provare amore indiscriminato per le persone, ed agire di conseguenza.

Ciò che mi turba, che mi tiene sveglio la notte e mi distrae il giorno, è un semplice calcolo matematico, l’abilità con cui il risultato viene distorto e giustificato con una vera e propria “supercazzola” ben studiata, e l’inerzia con cui questa viene accolta dalle persone.

La corruzione è più efficace quando è esterna e fa pressione su una persona semplice, altruista e di buona volontà che ha di cui vivere e gode di ciò che ha, oppure è più pericolosa quando è insita in un obiettivo, integrata nel traguardo, godibile una volta arrivati?

La corruzione deve per forza essere identificata in un’entità che offre soldi e potere in cambio di azioni poco lecite e favori a danno di altri,
oppure possiamo anche vederla chiaramente materializzarsi laddove esiste un traguardo che offre ricchezza e potere senza freni?

Se esiste un posto dove una volta arrivati si diventa ricchi e potenti, quale sarà l’animo delle persone che concorrono per raggiungerlo?
Quali saranno le loro aspirazioni? Quali i loro intenti?
E se questo “potere” fosse quello di decidere in nome di un intero popolo, non sarebbe meglio scollegarlo dalla componente “assoluta” del termine, ovvero dal denaro e dalla possibilità di non rispondere delle proprie azioni, non portare a termine gli impegni, non mantenere le promesse?

Se una persona deve lottare insieme ad un popolo per la libertà, il rispetto, la giustizia, e lo fa da un pulpito alto e solido, in cambio di rispetto, dignità e soddisfazione, come potrebbe la ricchezza incidere in modo benefico sul risultato? Se è ricco, lavora meglio? Si sacrifica di più? E soprattutto: il solo atto di accettare questa ricchezza da un popolo affamato e straziato da dazi e ingiustizie non lo rende inadatto a rappresentarlo?

Insomma, per assurdo, chi rappresenta di più la corruzione tra un politico e un volontario dell’ambulanza?
Chi garantisce maggior sacrificio tra un politico da 200.000 euro/anno e uno studente o operaio che gratuitamente si dedica al partito, sacrificando il proprio tempo e rinunciando ad ore di divertimento e riposo?

Se la carica di politico, ovvero rappresentante di un popolo di 60 milioni di persone che si affidano a lui per vivere insieme e in armonia, fosse reinterpretata eliminando la componente “sfarzo e ricchezza”, non verrebbe a crearsi un filtro netto e trasparente per chi si mette in coda? La fattibilità è supportata da cariche altrettanto importanti ma già configurate in tal senso, come il poliziotto, l’infermiere, il pompiere, il prete di paese, Greenpeace e le associazioni benefiche, i volontari che partono per Paesi lontani solo per salvare chi ha bisogno di comprensione, cure e considerazione.

Non sto parlando di denaro recuperato dalla gestione politica, ma ragionando sulle conseguenze dell’attuale configurazione delle relative carriere.
Anzi, sicuramente i costi di ciò che deve stare a sostegno della trasparenza di una politica filtrata del suo attuale traguardo corrotto sono alti, ma se non altro sono giustificati e utili.

Seguiamo insieme i 2 percorsi, per poi parlare di trasparenza:
1) Percorso attuale:
ad ogni gradino scalato in politica (istituzioni, comuni, regioni, Roma …) una persona ottiene sempre maggiori introiti e potere – ricordo che per potere intendo quello soprattutto di non essere costretto ad essere coerente e a portare a termine correttamente ogni compito affidato.
Dunque alla fine della coda, all’ingresso della carriera politica, chi ci si metterà? Probabilmente ci sarà qualcuno che vorrebbe combattere per migliorare la vita degli Italiani, ma troveremo anche e soprattutto persone che vogliono ottenere i vantaggi di questa scalata. Il potere di non giustificarsi e la ricchezza che si può sfoggiare sotto il naso degli Italiani con l’acqua alla gola trasformano questa persona da “corruttibile” a “corrotta” in men che non si dica. Lo era già quando si era messo in coda.

2) Percorso alternativo:
ogni carica politica è caratterizzata da impegno e sacrificio, ha una durata limitata non prorogabile e il potere decisionale è condiviso e non individuale. L’aspetto economico dipende dal lavoro che si faceva prima, ciò che si fa durante la carica politica e ciò che si farà dopo, e sarà solo a titolo integrativo, sempre che la persona abbia terminato la sua carica con dignità. Ogni aspetto del breve periodo in cui un cittadino si impegna in politica è impegnativo, colmo di rinunce, carico di responsabilità, sottoposto a verifiche e coronato dalla soddisfazione di vedere un pezzo di Italia funzionare meglio. I politico devono essere costretti ad utilizzare i canali che loro stessi predispongono per il popolo; in caso di malattia questo deve usare i canali dell’assistenza sanitaria senza appoggiarsi a nulla di privato e a pagamento, pena le dimissioni, e deve pensare da sè a pagarsi le tasse, andare in esattoria e in posta. A tutti gli effetti il politico deve vivere di ciò che riesce ad ottenere per il popolo, perchè non può predisporre per altri ciò che lui poi ha l’esclusivo vantaggio di poter evitare: è un controsenso ed è controproducente. Quando il politico tornerà alla vita normale e al suo vecchio o nuovo lavoro, potrà godere del suo operato e di quello dei suoi successori, e disporre della sua vita come meglio crede.
Chi si metterà in coda? Una persona che vuole potere o ricchezza? Una persona che cerca lavoro e li sa che prenderà un modesto stipendio senza fare nulla? Un mafioso che vuole manovrare il comune o direttamente il Paese? Oppure una persona come le tante che si sacrificano sinceramente per gli altri, che vuole fare qualcosa per gli Italiani mettendo a frutto ciò che ha imparato studiando, lavorando e vivendo la realtà quotidiana?

Chiaramente insieme alla carica politica va gestito un sistema anti corruzione e anti sfruttamento, caratterizzato da una sorveglianza a rotazione, fatta da persone comuni (giovani militari, finanzieri, carabinieri e persone normali) che una sola volta nella loro carriera lavorativa, e per un breve periodo, andranno ad affiancare il politico dopo aver fatto un corso specifico. Due collaboratori per ogni carica presi da città e realtà differenti, e protetti dalle forze dell’ordine, saranno coloro i quali denunceranno tentativi di corruzione esterni e interni e che avranno il potere di “ricordare” pubblicamente compiti e impegni presi dal politico che affiancano. Una commissione sempre formata da volontari temporanei pubblicherà gli impegni presi, verificherà l’operato e avrà il potere di interrompere la carica in qualsiasi momento se interverranno mancanze gravi o inerzia.

Ed ecco dove vanno a finire i soldi risparimiati: un sistema serio e popolare di verifica dell’operato del politico, e relativi conti, che, ricordo, ora è una posizione di sacrificio e impegno massimi, fino al punto di non avere più una vita privata.
Ebbene sì: la carica politica deve sconvolgere la vita di chi la assume, peggio del grande fratello, perchè è un breve periodo in cui si decide della vita e del futuro dei migliaia, milioni di persone.

Infine altri investimenti avranno luogo per garantire al politico il suo futuro, ovviamente non con pensioni milionarie, ma con la certezza di poter tornare alla vita precedente e, se prima non lavorava, la garanzia di avere un lavoro consono alle proprie capacità e aspirazioni con uno stipendio e la possibilità di farsi una vita. Altrettanto ovvio è che se un politico si distingue per il suo operato, una volta “fuori” resta una persona rispettabile, desiderata e sicuramente ricercata in molti ambienti lavorativi.

Il politico italiano era e tornerà un cittadino come tutti, accolto da applausi e rispetto per aver garantito al popolo giustizia ed equità in tutti gli aspetti della vita.

Dunque i parametri dell’equazione costantemente rinnegata da chi sta al potere – ulteriore prova delle terribili conseguenze del sistema attuale – e condivisa e compresa dal resto della popolazione sono volontà e sacrificio, lealtà, controllo e trasparenza, certezza di un futuro.
Attualmente l’equazione si compone di traguardi che regalano potere e ricchezza per il resto della vita, corruzione, arrivismo, insensibilità, cinismo ed egoismo.

Con la formula risultante abbiamo considerato/configurato:
– Un filtro alla fine della “coda”, rimuovendo potere e ricchezza
– Sensibilità da parte del politico, che vive come i cittadini e soffre delle stesse ingiustizie e disequità, perchè guadagna come loro e tornerà tra loro.
– Trasparenza e corruzione, con un sistema popolare e rotativo di controlli e affiancamento
– Considerazione della persona, assicurando una continuità tra passato e futuro prossimi al periodo di carica
– Giustizia ed equità nel trattamento del politico, che viene subito allontanato e punito se incapace o mafioso
– Gloria e rispetto per un politico che ha fatto il suo dovere, e che tutti sanno aver sacrificato la propia vita privata, il proprio tempo, le proprie passioni per il bene degli altri.

In effetti esiste un’altra piccola formula il cui risultato differisce dalla realtà:
un attuale politico che durante la sua carica ha assistito passivamente al peggioramento della vita dei cittadini, insieme a tutti gli altri collaboratori, come può essere che possa riproporsi, possa continuare ad arricchirsi, a godere di tutti i vantaggi che oggi offre la sua carica e andarsene con una pensione e vitalizio milionari? Perchè se una persona muore di debiti o malasanità, l’intero Parlamento piglia lo stipendio con cui OGNI MESE può permettersi un’auto nuova, e ogni anno una casa nuova? Qual’è la giustificazione? E soprattutto: abbiamo davvero una costituzione che permette tutto ciò?

Questa è matematica: italiani pagano politico, politico fa il suo dovere, politico premiato. Se NON fa il suo dovere, il risultato deve essere “politico PUNITO” … è un lavoro importante e non può esistere che un operaio rompe un macchinario e perde il lavoro, mentre un politico UCCIDE gli italiani – in modo indiretto fa meno effetto? siamo bambini? – e va a casa con i milioni. Così come non può essere che una persona uccida una famiglia con l’auto e faccia 2 anni di carcere, e un’altra rubi dei bagagli alla stazione e ci resti per 10 anni! Non può essere: il politico che si è lasciato scappare queste inequità DEVE essere punito più del ladro, perchè ha fatto del male a migliaia di persone, non a 2 o 3, e le ha uccise con il suo disinteresse, non derubate per fame.

Insomma comprendiamo tutti quale sia la risposta alla domanda “con che faccia si ripresentano dopo quello che NON fanno da decenni?”: nessuna faccia, una faccia di cera e tanti soldi in tasca e tanti altri che arrivano. Non serve una faccia quando si vive su un altro pianeta, ne serve giustificarsi quando si può camminare su un tappeto di persone.

Oggi Lei presiede un popolo statico e codardo e la macchina da soldi che è la società di oggi tende a distorcere meno la realtà perchè si è accorta che nonostante tutto, questo popolo non reagisce.
In televisione, su internet, per la strada e all’interno delle istituzioni è colmo di ingiustizie dovute all’approccio completamente sbagliato che hanno i relativi responsabili rispetto ai loro compiti. Nascono dall’alto, da decisioni egoistiche ed insensate di chi occupa il suo posto per soldi e non per il nobile incarico assegnatogli. Le prepotenze nascono dalle persone stesse che non hanno filtri e sfruttano quella briciola di potere che hanno negando compassione e umanità.

Possibile che si parli di Germania, Grecia, Cina, Afghanistan … e MAI dell’Islanda?

Mettiamo dei filtri alle cariche importanti. Scindiamole dall’aspetto pecuniario, depuriamole dal marciume che il potere è in grado di far emergere dall’animo umano, poniamo in cima alla lista le responsabilità che queste comportano, rendiamo pubblico l’intero operato.

Non posso pensare che centinaia di persone da decenni lavorano e si arricchiscono in Parlamento e presso le istituzioni per il “bene” dell’Italia, e ancora oggi ogni singolo aspetto dell’intero sistema comprende ingranaggi marci che causano sofferenza. Non è giusto, un politico dovrebbe saperlo ed agire di conseguenza, subito!

Signor Presidente,
perchè non dimostra al resto del mondo come si fa a fare giustizia e creare una società che mette al primo posto il benessere delle persone?
Glielo chiedo perchè sono sicuro che verrà sostenuto da 60 milioni di fan! Magari qualche migliaia in meno, considerando la reazione di chi oggi sfrutta il potere per scopi personali, ma anche se saremo solo in 59.000.000, Lei potrà guidare l’esercito – nel senso pacifico del termine – più numeroso della storia dell’intera umanità.

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